Ricerca, industria e trasferimento tecnologico come chiave per uscire dalla crisi. Fondamentale tutelare le PMI italiane in Europa.

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“La ricerca ha un ruolo primario nella nuova politica industriale europea varata nel marzo scorso grazie al mio impegno personale. È mia convinzione che per uscire dalla crisi sia fondamentale puntare sull’economia reale e che la politica finanziaria finora portata avanti dalle istituzioni basata sul rigore sia sbagliata.” Antonio Tajani, capolista di Forza Italia per le Europee per il Centro, è intervenuto oggi alla Conferenza “Europee: Attualità e Prospettive” tenutasi a Roma in presenza di un ampio gruppo di medici e ricercatori guidati dal Professor Giuseppe Nisticò. “La ricerca, che significa innovazione, va tuttavia considerata non come fine a se stessa ma come funzionale allo sviluppo del tessuto industriale nell’ottica della valorizzazione del trasferimento tecnologico. Ciò per stimolare la competitività delle nostre aziende, le quali sono il veicolo principale di creazione di ricchezza e occupazione. È proprio in questa prospettiva che si contestualizza iI rinascimento industriale europeo che, ponendosi come obiettivo la provenienza del 20% del PIL dal manifatturiero, ha stanziato 150 miliardi per politiche industriali. Di tali fondi, che ricomprendono gli strutturali gestiti dalle Regioni, 40 miliardi sono destinati, con il programma Horizon 2020, all’innovazione, alla ricerca e al trasferimento di know-how dalle accademie alle industrie, 2,5 miliardi, con il programma COSME, sono rivolti direttamente alle PMI che vogliano internazionalizzare il proprio business o accedere al credito mediante interventi di venture capital. La sfida dell’Europa è l’industria di qualità, imperniata sul legame con la ricerca, che abbia un peso specifico nel mondo. Per ottenere questo risultato è indispensabile arrivare a Bruxelles con una squadra forte e un numero di parlamentari in grado di far sentire la propria voce. Non possiamo pensare che la Merkel si occupi di noi: siamo noi che dobbiamo tutelare gli interessi dell’Italia. Non possiamo permettere che gli equilibri europei siano condizionati dal dualismo Renzi-Grillo, il primo troppo debole anche nel Governo italiano, il secondo instabile e pericoloso.”