Reddito di cittadinanza: Perché NO in 10 punti

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1. Perché non crea un diritto permanente contro la povertà ma è solo un sussidio monetario a termine che può essere bloccato in qualsiasi momento dalla mancanza di fondi nelle casse dello Stato. Così improvvisamente si può diventare poveri di nuovo. Si è creato il povero di Stato, alimentato a seconda del ciclo elettorale.

2. Perché impone di consumare gli euro concessi solo nel mese corrente e solo con beni decisi dallo Stato, negando il valore della libertà che anche un povero deve avere. E se non spendi viene tagliato il sussidio. Neanche nel regime comunista si era vista questa imposizione.

3. Perché non aiuta le famiglie numerose e con bimbi minori, quelle dove vi è maggiore povertà e bisogno, ma privilegia quelle meno numerose, i nuclei monoreddito. E non prevede aiuti più significativi verso le famiglie con disabilità.

4. Perché non rispetta i territori e le autonomie territoriali che hanno maggiore conoscenza delle situazioni di bisogno delle persone e delle comunità, ma impone una visione centralista delle politiche, già sconfitta dai cittadini italiani nel referendum nel 4 dicembre 2016, quello dove anche il Movimento 5 Stelle votò per l’autonomia territoriale.

5. Perché è un provvedimento contro il lavoro e lo sviluppo.780 euro per persona è una cifra troppo elevata, si avvicina al salario di tanti giovani o donne che lavorano faticosamente, scoraggia la ricerca di lavoro regolare ed incoraggia il lavoro nero. 780 euro poi non valgono la stessa cifra a Milano o a Bari.

6. Perché crea un mostro amministrativo per il controllo dei requisiti, macchinoso, burocratico, che o non funzionerà mai oppure creerà tante complicazioni inutili per le persone povere. Noi pensiamo che non funzionerà mai.

7. Perché le sanzioni per chi ne approfitterà sono false. Nessuno verrà mai veramente controllato e nessuno verrà mai punito con sanzioni penali come quelle previste. Si crea un inutile clima persecutorio e poliziesco senza poterlo mai attuare. Nessuno mai irrogherà sanzioni e tutti beneficeranno del reddito senza controlli.

8. Perché crea la grande illusione che attraverso questo meccanismo verrà creato lavoro mentre lavoro si crea con una crescita economica superiore all’1 per cento mentre questo Governo ci ha portato alla recessione.

9. Perché affida il delicato compito dell’orientamento e della ricerca di lavoro a operatori precari non specializzati mentre non si poggia sulla rete di agenzie private e di possibili collaboratori già pronti (consulenti del lavoro) e che potrebbero ridurre i tempi dell’ingresso nel mercato del lavoro, con notevoli guadagni per le casse dello Stato. E crea una grande sacca di lavoro precario, quelli che dovranno orientare la ricerca di coloro che cercano il lavoro.

10. Perché la povertà non è solo mancanza di soldi ma anche mancanza di alimenti, mancanza di casa, solitudine, mancanza di cure mediche. Le persone non sono macchine che si riscaldano con gli euro che vengono dati. E per questi bisogni non vi è risposta anzi il provvedimento rischia di distruggere tutta la rete di assistenza esistente.