Intervista – Troppi errori del Governo, ora pagano gli italiani

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Tajani: «Troppi errori del Governo, ora pagano gli italiani»
Per Antonio Tajani «è un grande errore attaccare le banche come fossero il nemico numero uno» stelle e Lega ha una responsabilità gravissima. Sottovalutare l’importanza dello spread ha fatto precipitare i titoli bancari in Borsa, con effetti disastrosi che hanno messo in difficoltà tutti i principali istituti. Noi lo avevamo detto sin dall’inizio. Se ora i due partiti di governo se ne rendono conto e corrono ai ripari, ben venga. Ma con l’intervento dello Stato, in un modo e nell’altro, a pagare sono sempre i risparmiatori italiani».
Da maggio a oggi, il settore bancario in Borsa ha perso circa 4o miliardi di capitalizzazione e i principali titoli in sei mesi accusano perdite che vanno dal -38,5% di Intesa SanPaolo, che è qualche decimale sotto Ubi Banca (38,7%) e Unicredit (39,2%), fino al -48,7% di Banco Bpm che è andata addirittura peggio di Banca Mps (-47,3%).
«Concordo con l’analisi del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che ieri su questo giornale ha invitato tutti i soggetti istituzionali e privati a fare la propria parte nelle politiche economiche per evitare una nuova crisi economica dovuta a uno spread troppo elevato prosegue Tajani e per questo trovo inaccettabili le critiche che in questi giorni sono state rivolte al presidente della Bce, Mario Draghi. Il governo ha commesso una serie di errori e dalle elezioni ad oggi, sotto la spinta di dichiarazioni irresponsabili da parte di esponenti della maggioranza, sono andati in fumo 300 miliardi di risparmi, migliaia di euro per ogni italiano».
Il crollo dei titoli delle banche, infatti, è conseguenza diretta della perdita di valore dei titoli di Stato di cui famiglie e risparmiatori sono i principali sottoscrittori, insieme a banche e assicurazioni.
«Fare la guerra alle banche significa fare la guerra agli italiani. Bail-in o bail-out, siamo sempre noi cittadini a pagare: ora si deve correre ai ripari ma è molto costoso» sottolinea ancora Tajani che punta l’indice contro la «visione terzomondista del governo» sulla finanza, sui mercati e sulle banche in particolare.
«È stata fatta una politica di astio nei confronti delle banche come se dentro ci fossero i soldi dei banchieri, brutti sporchi e cattivi. Ora invece ci si accorge che dentro le banche ci sono i nostri risparmi e proprio a quei risparmi si vuole ricorrere per metterle in sicurezza» si infervora Tajani che rivendica l’intervento, anche personale, con cui circa un anno fa l’Europarlamento ha imposto alcuni paletti alla Vigilanza della Bce quando con l’addendum sui crediti deteriorati (Npl) si chiedevano agli istituti di credito accantonamenti aggiuntivi e rafforzamenti patrimoniali che rischiavano di mettere sotto pressione molti istituti. «Non tocca a me difendere i banchieri. Se qualcuno sbaglia, paga, come è successo anche in Italia. Le banche però fanno parte del nostro sistema economico che senza di esse non può funzionate».