INTERVISTA – «PALAZZO CHIGI PENSI PIUTTOSTO A RILANCIARE IL PAESE

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«Giù le mani dalle banche, l’economia va a rotoli»

ROMA «NON CI SIAMO. La situazione economica va a rotoli e il governo come tutta risposta pensa a fare una commissione di inchiesta sulle banche. I problemi attacca Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia sono altri». Infatti il presidente di Confindustria Boccia dice che se Lega e M5s non smettono di litigare è meglio andare a votare. «Ma è naturale. Tutta la politica economica del governo è finalizzata a gestire le risse al proprio interno. La crescita è stata dimenticata, ed è chiaro che così non si può andare avanti. Lo stesso Tria è costretto ad ammettere che le cose vanno male in Europa ma che in Italia vanno peggio».

Che cos’è che non va?

«Tutto. Non c’è un’azione vera a difesa dell’economia, niente per il cuneo fiscale. E dire che noi di proposte ne abbiamo fatte, dalla detassazione per l’assunzione dei giovani, al pagamento dei debiti arretrati».

Ce l’ha anche con la Lega?

«In materia economica la Lega è non pervenuta. Sono a rimorchio dei Cinquestelle. Non basta dire ‘non va bene’ se poi votano lo stesso i provvedimenti». Sono al 30/35 per cento nei sondaggi. «Hanno sfruttato l’immigrazione, ma i problemi veri del Paese sono lavoro ed economia».

La commissione per le banche?

«Sono molto preoccupato perché ho l’impressione che i Cinquestelle vogliano fare campagna elettorale sulle banche, ed è molto pericoloso. Le banche non sono Rothschild, ma i risparmi di tutti i lavoratori».

L’Unione europea sul tema banche ha qualcosa da farsi perdonare?

«Molto. Ha applicato pedissequamente regole obsolete e così ha dato un colpo ferale ai nostri istituti di credito».

A che cosa si riferisce?

«Hanno considerato aiuti di Stato quelli che non erano aiuti di Stato, accordando troppo spazio a una direzione genarale quando invece bisognava agire a livello di collegio di commissari. In sostanza il potere è stato lasciato ai tecnici e non ai politici, così che la direzione generale ha finito per muoversi come autority indipendente. Poi non si è capito che i tempi sono cambiati, la concorrenza è globale e le regole vanno adeguate in tal senso».

Come immagina il sistema bancario?

«Vedo due tipi di banche: i grandi istituti che accompagnano le imprese nell’internazionalizzazione e quelle più piccole, di prossimità, vicine ai piccoli imprenditori».

La commissione parlamentare non aiuterà a fare chiarezza?

«Fare chiarezza è sempre un intendimento giusto, ma non vorrei che tutto si trasformasse in un attacco al sistema bancario e che quindi invece di fare un bene si creasse un problema. Un tribunale del popolo delle banche non serve a nessuno, nemmeno ai risparmiatori».