Intervista – La tv pubblica non è una colonia M5s

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Fine settimana in Campania per Antonio Tajani. Il presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia è stato venerdì a Pratola Serra, in provincia di Avellino, e ieri a Vietri sul Mare, dove gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.
Presidente Tajani, come giudica le nomine dei nuovi vertici della Rai?
«Non è un problema di persone ma di metodo».
Voterete contro, come il Pd chiede a Forza Italia?
«Siamo stati informati delle scelte soltanto a cose fatte. Le nomine dovranno essere votate dalla Commissione di Vigilanza, se ci sarà una maggioranza, la proposta del governo passerà. Se non ci sarà, si troveranno altre soluzioni. Abbiamo le mani libere. Valuteremo, mercoledì prenderemo le nostre decisioni».
Si aspettava dalla Lega almeno una telefonata?
«La Lega è al governo, Forza Italia è all’opposizione. La politica ha delle regole e in questo caso le regole non sono state rispettate. Ne prendiamo atto e ci comporteremo di conseguenza. La Lega è libera di fare quello che vuole, anche di rompere l’alleanza di centrodestra».
Salvini ha preferito privilegiare l’intesa con Di Maio?
«Il canone lo pagano tutti gli italiani, non solo quelli che hanno votato i cinque stelle. Ma non si può pensare di trasformare la Rai in una colonia grillina. Ricordo che nel 2005 il governo Berlusconi indicò alla presidenza della Rai Claudio Petruccioli, esponente della sinistra».
Il M5s vuole mettere le mani sull’azienda?
«Trovo inaccettabili e minacciose le parole utilizzate dal ministro Di Maio. Dire che la Rai è un’accozzaglia di parassiti e raccomandati è una dimostrazione di arroganza e protervia. Ci vuole rispetto e non disprezzo per i lavoratori, e in Rai ci sono dipendenti di grande qualità. Il linguaggio violento del vicepremier mi spaventa e fa il paio con le parole di Grillo che dice che la democrazia è ormai superata. Ma oltre la democrazia c’è solo la dittatura».
Il governo ha anche azzerato i vertici delle Ferrovie. È spoil system o ebbrezza del potere?
«Uno spettacolo indecente. Siamo tornato alla peggiore prima repubblica. Riunioni più o meno segrete, liti, spartizioni: stiamo assistendo a riti che ritenevamo superati. Lega e M5s sono più interessati a spartirsi le poltrone che a risolvere i problemi. Altro che governo del cambiamento, siamo davanti all’esatto contrario. Non c’è una politica industriale, non esiste una visione di società, non si trova una sola idea per il Sud, se non la delirante proposta di chiudere l’Ilva».
M5s e Lega litigano anche sulla Tav…
«È la conferma del matrimonio contro natura del governo. Emergono solo contraddizioni e divisioni ed è impensabile che due forze così distanti e litigiose possano continuare a stare insieme. Il governo è destinato a durare poco, mangerà un panettone scaduto e non se l’uovo di Pasqua sarà tanto buono. Non mi sembra che il governo stia dando risposte agli italiani, e mi viene da ridere se penso alla rottamazione dell’aereo di Renzi».
Ridere? E perché? Il premier Conte ha detto che si trattava di spreco di denaro pubblico.
«È questa la strategia che il governo ha in testa per lo sviluppo? Rottamare un aereo? Sto ancora aspettando che Lega e M5s rispettino il contratto di governo. Che fine ha fatto la flat tax? Dove sta l’abolizione della legge Fornero? Dovevano essere i primi provvedimenti del primo consiglio dei ministri e invece non se ne parla più».
Forza Italia voterà il decreto dignità?
«Il decreto cancella posti di lavoro certi, come certificato dal presidente dell’Inps, e non ne crea di nuovi. Siamo molto preoccupati soprattutto per le ripercussioni che si avranno al Sud, dove non esiste una politica industriale e dove si concentra la disoccupazione giovanile più alta del Paese. In tutta Italia comincia a diffondersi il malcontento, pensiamo solo alla rivolta degli imprenditori del Nord-Est ai quali domani, a Venezia, porterò il sostegno di Forza Italia».
La Lega avrebbe dovuto sostenere al governo il programma del centrodestra. Salvini è ancora un alleato?
«La Lega è succube di Grillo, non è in grado di imporre nulla del programma del centrodestra. È il M5s a dettare la linea e ci auguriamo che Salvini si renda conto che inseguendo i cinque stelle perde consensi. Al di là del respingimento di tre navi, non mi sembra che la Lega stia imprimendo una svolta. L’ordine pubblico non è solo una questione che riguarda l’immigrazione. Non ho sentito, per esempio, una parola di solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine aggredite al cantiere della Tav. Perché Salvini, così attento a respingere i migranti, non usa la stessa fermezza anche nei confronti dei centri sociali? Forse perché deve pagare un prezzo a Grillo?».
Ma c’è il rischio di un esodo da Forza Italia verso la Lega?
«Io tutto questo esodo non lo vedo. Non c’è un parlamentare o un consigliere regionale che sia passato da Forza Italia alla Lega. Anzi, ho avuto parlamentari leghisti che sono venuti a dirmi che se Forza Italia si trasforma sono pronti a venire con noi. Siamo una grande forza nazionale e abbiamo un forte radicamento al Sud. La Lega è soprattutto un partito del Nord».
E Forza Italia come si trasformerà?
«Noi vogliamo un’Italia diversa e agli italiani intendiamo dare la possibilità di avere dei punti di riferimento con una forza politica rinnovata, moderna e ancora più democratica. Intendiamo allargare il nostro movimento alle liste civiche, facendole partecipare ai congressi che inizieranno alla fine dell’anno in tutti i comuni e in tutte le province».
Berlusconi ha parlato di «Altra Italia». Cosa sarà, un nuovo partito?
«C’è un grande spazio tra la Lega e il Pd e vogliamo offrire un approdo a quella grande fetta di elettori che rappresentano la maggioranza silenziosa del nostro Paese, a quegli italiani che respingono la violenza, che rifiutano le finte promesse, che non credono che la democrazia sia superata come dice Grillo, che non vogliono la chiusura dell’Ilva, che non si oppongono alla Tav.

 

Paolo Mainiero

29 July 2018