Intervista – Il futuro di Forza Italia? Largo a giovani e amministratori

Tags:

Tajani: «Il futuro di Forza Italia? Largo a giovani e amministratori»; Il presidente del Parlamento Ue: «Brindisi? Senza unità non si centrano gli obiettivi»

La Gazzetta del Mezzogiorno

Presidente Tajani, è soddisfatto dei risultati nelle amministrative per il centrodestra in Italia?
«Il bilancio è più che positivo. Nel Sud Forza Italia è stata la vera locomotiva della coalizione. Come a Catania con Salvo Pogliese. Dove non c’è stata unità, invece…».
Si riferisce a Brindisi?
«Quando ci si avventura in una sorta di primarie, non si raggiungono gli obbiettivi. Ci vuole più solidarietà tra alleati».
(Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo e leader azzurro, ieri era a Matera. Ha rinnovato il suo impegno a «girare il Sud per trasmettere una visione di rinnovamento del partito, sulla linea tracciata da Silvio Berlusconi», evidenziando «cosa può fare l’Europa per il Mezzogiorno»).
La ritrovata coesione e forza del fronte conservatore nelle amministrative aumenta i rimpianti per non avere lo stesso schema di alleanza a Palazzo Chigi?
«Mi auguro che in futuro si possa tornare a governare con il centrodestra unito. In questa stagione siamo all’opposizione. L’accordo Lega-M5S non ci convince, non sarà duraturo e non farà il bene del paese. Il reddito di cittadinanza non piace a noi e nemmeno agli elettori della Lega. I giovani del Sud non vogliono elemosine ma riscoprire la dignità del lavoro».
Il Mezzogiorno è in ritardo rispetto al resto d’Italia.
«Sto lavorando ad un pacchetto finanziario per il Sud di una ventina di miliardi, tra fondi europei non utilizzati, Cassa depositi e prestiti, risorse delle casse di previdenza private, della Banca europea degli investimenti, per generare un effetto leva al fine di fornire grandi infrastrutture a questo territorio. Penso anche a porti più efficienti: gli imprenditori non devono andare al Pireo di Atene per esportare la propria merce, ma potranno farlo dai porti di Bari, Brindisi, Taranto. Poi ci vogliono investimenti sulle infrastrutture digitali…».
Il suo giudizio sul governo Conte e sulle scintille tra Palazzo Chigi e la Francia?
«Tutti devono lavorare per cercare soluzioni. Beccarsi l’uno con l’altro non serve. C’è un problema grave legato all’immigrazione che rischia di mettere a repentaglio tutta la macchina. Ci vuole unità».
Il tema tocca anche la Puglia.
«L’accordo con la Turchia ha bloccato il flusso migratorio verso le nostre coste. Mi recherò in Niger a metà mese, prima sarò in Libia. Bisogna investire risorse in quell’area. Lo stesso commissario europeo al Bilancio, Gunter Oettinger, trova ragionevole la cifra di investimenti per l’Africa che ho indicato, sei miliardi».
I rapporti tra Ppe e Lega?
«Sull’immigrazione il Ppe si è sempre mosso, sono gli stati membri che non sono stati generosi. La Germania si è svegliata dopo gli allarmi che vengono dal Sud dell’Europa. I problemi sono con i paesi dell’Est che chiudono le frontiere a danno nostro, o con la linea della fermezza dei bavaresi… Salvini vuole più investimenti Ue e meno egoismo. Invito tutti alla calma: l’Italia è più forte non se grida, ma se è più efficace a Bruxelles. Fondamentale sarà il prossimo Consiglio europeo».
Tornando alla performance non brillante del centrodestra e di Forza Italia in Puglia alle amministrative.
«Berlusconi ha annunciato un profondo rinnovamento nel partito, che non significa rottamare ma lanciare giovani e una classe dirigente che sia rappresentativa dei nostri eccellenti amministratori, come il sindaco di Andria Nicola Giorgino, e tanti neo eletti, come i giovani parlamentari Mauro D’Attis e Dario Damiani, senza dimenticare il potenziale delle liste civiche a noi vicine. Non credo al partito unico del centrodestra, ma ad una alleanza coesa, con diversità da valorizzare. In questo contesto Forza Italia può lanciare dal Sud un forte messaggio di innovazione per far tornare il centrodestra al governo dell’Italia».