«Colloqui col Pd senza significato Presto un governo Forza Italia-Lega»

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Tajani: Romani vede Renzi? Noi alternativi

«Il colloquio tra Paolo Romani e Matteo Renzi della settimana scorsa? Ma non esiste, non ha alcun significato: noi siamo alternativi al Pd. E vogliamo un governo di centrodestra. Questo esecutivo si sgretolerà dopo le Europee, e noi siamo pronti: con la forza dei nostri no parlamentari e di tutti i deputati e senatori responsabili che chiedono economia sostenibile, diminuzione del debito pubblico e politiche di crescita».

Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia, è sempre più «convinto» che, dopo il voto di maggio, la guida del Paese cambierà colore. Eppure Matteo Salvini ripete che il governo è saldo e reggerà tutta la legislatura. «Per forza, altrimenti dovrebbe aprire subito la crisi. Ma è sempre più evidente che Lega e Movimento 5 Stelle hanno modi di pensare e basi di consenso troppo diversi. Oltre al fatto che le nostre casse non possono sostenere il loro slogan “reddito di cittadinanza-abolizione della legge Fornero”, né l’Italia può mantenersi isolata dall’Europa. Per non parlare del tracollo della nostra immagine internazionale…».

Ieri Luigi Di Maio e Salvini hanno dichiarato congiuntamente che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte «si sta dimostrando il garante ideale per la nostra interlocuzione con l’Europa». E lo hanno «ringraziato perché porta avanti con grande determinazione lo spirito del Contratto di governo». «Ecco, appunto, siamo alle comiche: due vicepremier che dicono al premier che li rappresenta bene. Dovrebbe essere il contrario! È una manifestazione di grande debolezza e minima credibilità per il Paese. L’ennesima brutta figura, collezioniamo performance imbarazzanti in giro per il mondo». Però, in tema di manovra, il dialogo con l’Unione europea sembrerebbe ancora aperto. «Se il governo farà marcia indietro, significa che ci dà ragione: avevamo avvertito sin dall’inizio dei pericoli della loro proposta economica, che soltanto fin qui ci è già costata trecento miliardi di euro tra fuga degli investitori e ricchezza “bruciata”. I capricci del governo sono pagati dai soldi degli italiani. Se ora cambierà idea, ci sarà comunque costato molto caro; se persisterà nell’idea iniziale, il conto sarà ben più salato». Parla di un rischio recessione? «Certo. La disoccupazione è cresciuta al io,6% e, per i giovani, ha raggiunto quota 32,5; tra agosto e ottobre i posti di lavoro sono scesi di 4o mila unità; da maggio i costi dei prestiti alle imprese sono saliti del 50%; la pressione fiscale complessiva è arrivata al 64%, contro la media europea del 40… Questo governo sta uccidendo le imprese». Dalla sua posizione a Strasburgo, prevede che l’Europa arriverà alla procedura di infrazione verso l’Italia? «Il governo italiano ha dichiarato guerra alla Ue e oggi l’Italia è isolata. Persino Austria e Ungheria hanno preso le distanze. Adesso sembra voler andare a braccetto del presidente Jean-Claude Junker, con un’operazione goffa, poco credibile, da inesperti nelle trattative. L’Europa deve far rispettare le regole verificando l’esistenza di un progetto: invece non ci sono riforme, né politiche espansive; niente diminuzione del cuneo fiscale, niente infrastrutture. Il governo dice di volere tutelare l’ambiente e invece blocca la Tav, lasciando andare su e giù per il Piemonte 4 milioni di camion, con quel che comporta in termini di emissioni». Lei dunque crede che fra pochi mesi ci sarà un esecutivo di centrodestra. I sondaggi, però, non sono positivi con voi di Forza Italia. «I sondaggi non contano, e sono mobili. Per fare un governo servono i parlamentari. Noi, ripeto, contiamo di allargare i consensi con i responsabili». C’è chi, invece, ipotizza una fuga dei vostri verso la Lega. E in Veneto un assessore vi ha appena abbandonati… «11 caso in Veneto è frutto di una polemica interna locale, non è un problema. Per il resto, non ho visto alcuna fuga. È dal ’94 che lo sento dire, ci sono state anche scissioni. Ma siamo qui…».